A Sydney brilla la stella SK27

Per aspera ad astra, recita un proverbio latino, la cui origine deriva probabilmente dalla mitologia greca, dove l’ascesa sul monte Olimpo degli eroi implicava l’aver compiuto una serie di imprese maestose in quanto, per l’appunto, solo attraverso le asperità si giunge alle stelle. Il nome di Svetlana Kuznetsova è stato ufficialmente accolto nel firmamento il 27 giugno del 2015, giorno del suo trentesimo compleanno, quando un gruppo di fans ha deciso di contattare un osservatorio australiano per nominare una stella con un acronimo riconducibile alla fuoriclasse russa: SK27.

Certo, a livello metaforico nell’Olimpo Svetlana già vi risiedeva dall’11 settembre del 2004, quando appena diciannovenne si prese la briga di conquistare New York innescando una catena di ipotesi, tra chi la dipingeva come prossima numero uno a cui la considerava un bluff. Aspettative e giudizi sommari atti a rimarcare l’ambigua sospensione che da sempre l’ha vista oscillare tra la luce e le tenebre. Un’ambivalenza che le ha fatto assumere le sembianze di eroina romantica nelle cui corde grava il peso e la responsabilità di poter sbranare chiunque, compresa sé stessa, perché come disse un rassegnato Bud Collins: «Nessuno come Sveta sa strappare la sconfitta dalle fauci della vittoria».

15 gennaio 2016. Illuminato da una Svetlana Kuznetsova in formato deluxe, il cemento di Sydney ha confermato il mood che vuole la stella russa una sorta di solista ineguagliabile capace di creare, di combaciare, di distaccarsi da tutto e dal contrario di tutto. Presentatasi in Australia senza essere accreditata come testa di serie, Svetlana ha concesso due games alla wild card di casa Tammi Patterson, ha battuto per la prima volta in carriera la tedesca Sabine Lisicki, si è sbarazzata della sempre ostica Sara Errani impugnando il primo parziale al tie-break dopo essersi trovata sotto di 5 games a 0 e dominando il secondo set per 6-0, per poi giustiziare la prima forza del seeding Simona Halep – al termine di un match sospeso a causa della pioggia nella serata di venerdì sul 5-4 a favore della romena e ripreso il mattino seguente, con Sveta che appena messi i piedi in campo ha annullato tre set point consecutivi, ha afferrato il 7-6, ha incassato il ritorno dell’avversaria nella ripresa, ma nella tornata decisiva s’è involtata verso il 6-3 che ha chiuso la sfida – infine, tornata in campo dopo poche ore, ha dominato Monica Puig per 6-0 6-2.


Erano anni che Svetlana Kuznetsova non portava in campo una qualità di gioco capace di toccare picchi simili e, soprattutto, che non riusciva a gestire una serie di problematiche insinuatesi giorno per giorno, lungo il cammino. Atterrata in Australia, Sveta ha aperto un libro nuovo dove non c’era spazio per le incertezze tecnico-tattiche patite la settimana precedente, durante il torneo di Auckland. Consapevole di essere la principale artefice tanto delle sue vittorie, quanto delle sue sconfitte, per Svetlana è stata certamente un’iniezione di fiducia riuscire ad avere ragione su Sabine Lisicki, un’antagonista mai battuta prima, ragione in più perché esponente di un tennis che un po’ indispone la due volte campionessa slam in quanto indirizzato a quell’uno-due che le impedisce di organizzarsi, di imporre il proprio tennis, non certo inferiore a potenza, ma obiettivamente più elaborato nella costruzione. Anche il rimontare un iniziale 0-5 contro una giocatrice regolare, laboriosa, come Sara Errani, dimostrare come nel momento in cui ha deciso di dirigere le danze, l’abisso che si frapponeva era spropositato ha certamente provocato uno scatto mentale nella trentenne di San Pietroburgo. Molteplici le difficoltà da amministrare contro Simona Halep: il tentativo di fuga impeditole da parte della romena, l’essere costretta a interrompere il match sul 4-5, ri-catapultarsi nella dinamica al servizio, cancellare un critico 0-40, rimettere il set in discussione, vincerlo, per quindi reagire a un evidente calo che le ha compromesso il secondo parziale per risolvere brillantemente il terzo set. Tornata in campo per disputare la finale poche ore dopo, molti pensavano che Svetlana fosse priva delle basilari energie fisiche e mentali spese nell’arco del penultimo atto. Ebbene, la russa ha dimostrato di essere ancora una giocatrice fisicamente integra, ma ancor di più rigenerata a livello psicologico.

Le risposte ai problemi che ha offerto Sveta sono state pratiche, convincenti e testimoniano come la restaurazione che ha avuto inizio nel 2014, sia a poco a poco evoluta, forse insieme a lei stessa, una donna più matura, più saggia, ma a cui è occorso tempo per riabituarsi a vincere, per trovare le contromisure ai dilemmi che il tennis e la vita le hanno rigettato addosso durante gli anni bui. Una settimana per dimostrare come Svetlana Kuznetsova al suo meglio sia incontenibile, che le avversarie, semplicemente, non hanno possibilità. Una settimana per ricordare che finché la stella SK27, alias Svetlana Kuznetsova, illuminerà il circuito, il tennis, invece, la sua chance continuerà ad averla.

Apia International Sydney 2016. Sydney. Australia. WTA Premier. Hard. Outdoor.

R32: Svetlana Kuznetsova (Rus) def. [W] Tammi Patterson (Aus – rank 462) 6-2 6-0

R16: Svetlana Kuznetsova (Rus) def. Sabine Lisicki (Ger – rank 32) 6-3 3-6 6-2

Q: Svetlana Kuznetsova (Rus) def. Sara Errani (Ita – rank 19) 7-6(1) 6-0

S: Svetlana Kuznetsova (Rus) def. [1] Simona Halep (Rou – rank 2) 7-6(5) 4-6 6-3

F: Svetlana Kuznetsova (Rus) def. [Q] Monica Puig (Pur – rank 94) 6-0 6-2

Svetlana Kuznetsova SK27
Il 15 gennaio 2016 Svetlana Kuznetsova trionfa a Sydney conquistando il suo 16esimo titolo

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