Banshee, il peso dell’identità

Dopo aver scontato quindici anni di prigione a causa di un tentativo di rapina finito male, un uomo ritorna in libertà con la ferma intenzione di ritrovare la sua ex fidanzata e complice, Ana. Braccato dagli uomini di Mr. Rabbit, il boss ucraino a cui aveva cercato di rubare dei diamanti; grazie all’aiuto di Job, un amico hacker, il protagonista localizza Ana e si dirige a Banshee, una cittadina della Pennsylvania. Qui, scopre che Ana ha cambiato identità: ora tutti la conoscono come Carrie Hopewell, si è sposata con il procuratore distrettuale ed ha due figli. Ritrovatosi casualmente in uno scontro a fuoco tra il nuovo sceriffo appena arrivato in paese, Lucas Hood, e alcuni criminali del posto, i quali finiscono tutti uccisi, decide di rubare l’identità dello sceriffo e rimanere a Banshee; un paese soggiogato da un potente uomo d’affari e criminale, Kai Proctor.

Serie tv ideata da Jonathan Tropper e David Schickler, vede come produttore esecutivo Alan Ball, il creatore di “True blood”. Avvincente, adrenalinico, violento. “Banshee” è tutto questo e molto altro ancora. Banshee, nelle cui campagne pullula una comunità Amish, è un paesone sempre in bilico tra corruzione e fermezza, tra progresso e tradizione. In “Banshee” si affrontano tutti quei conflitti, dalla fiducia, all’amore al desiderio di vendetta, che sorreggono o possono insinuarsi in una famiglia; tra genitori e figli, tra marito e moglie, tra chi può imporre la propria autorità e chi invece deve ubbidire. 

Il tema portante, assoluto è però l’identità. È possibile dimenticare, abbandonare il proprio passato? È possibile cambiare? Diventare persone nuove, diverse, migliori? Tutti devono fare i conti con se’ stessi, con chi erano un tempo e con chi sono diventati. Lucas Hodd, un delinquente che si è appropriato dell’identità di uno sceriffo, rimanendo però un uomo violento, che ora applica la legge, a modo suo, ovviamente. 

Ana, una ladra che è diventata Carrie Hopewell; che pur amando ancora l’ex compagno si è reinventata moglie di un procuratore, nonché madre di due figli; e che pur di tutelare la sua nuova vita è disposta a calpestare Lucas quanto suo padre, Mr Rabbit. Kai Proctor, un uomo d’affari spietato, un criminale che è stato ripudiato dal padre, il capo della comunità Amish da cui proviene. Rebecca Bowman, una ventenne che durante il giorno segue gli usi e i costumi degli Amish, ma che di notte veste abiti succinti e va in cerca di avventure nel bar più malfamato del paese. Finché non decide di andare a vivere con lo zio, Kai Proctor. Job, un haker coreano, complice di Lucas e Ana e che deve nascondersi da Mr Rabbit, eppure non solo per questo motivo è un travestito. 

Curiosamente, il concetto di identità può assumere diversi significati. Se in filosofia, l’identità indica l’eguaglianza di un soggetto rispetto a sé stesso; in termini sociologici e antropologici, diviene la concezione che un individuo ha di sé stesso nell’individuale e nella società, dando forma a un insieme di caratteristiche che rendono l’individuo unico e inconfondibile. “Banshee” rielabora il concetto di identità ridefinendo, attualizzando, temi cari alla tragedia greca, laddove gravità, predestinazione e speranza sembrano soffocarsi l’un l’altro. Lucas, Ana, Kai, sono davvero diventate persone diverse? Quanto è rimasto in loro delle persone che erano un tempo? Per quanto tempo reggeranno il peso di una nuova identità?.

BANSHEE

Stati Uniti – 2013-2016 – 4 stagioni composte da 10+10+10+8 episodi.

Interpreti: Antony Starr (Lucas Hood), Ivana Milicevic (Carrie Hopewell), Ulrich Thomsen (Kai Proctor), Lili Simmons (Rebecca Bowman), Frankie Faison (Sugar Bates), Hoon Lee (Job), Ben Cross (Mr. Rabbitt),  Matthew Rauch (Clay Burton), Eliza Dushku (Veronica Dawson), Matt Servitto (Brook Lotus), Tom Pelphrey (Kurt Bunker), Julian Sands (Julish), Rus Blackwell (Gordon Hopewell), Trieste Kelly Dunn (Siobhan Kelly), Ryann Shane (Deva Hopewell), Daniel Ross Owens (Dan Kendall).

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