Nicole Kidman, semplicemente la migliore

«Non avevamo bisogno di parole, avevamo dei volti!»; basta una frase per riassumere come il cinema, con i suoi inevitabili cambiamenti dall’avvento dell’audio ai modelli di bellezza, abbia creato dive stellari, vere e proprie leggende ad uso e consumo dell’idolatria più sfrenata, a volte sacrificandole sull’altare del mito, altre volte rendendole icone immortali. Da Gloria Swanson a Marlene Dietrich, da Bette Davis a Joan Crawford, da Vivien Leigh a Katherine Hepburn, fino ad arrivare a Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe ed Elizabeth Taylor; nomi che risiedono di diritto nell’Olimpo eppure perennemente in corsa l’una contro l’altra, per stabilire chi fosse la più bella, la più brava, la più tutto. Il bisogno di classificare  ciò che è fuori dall’ordinario si è mantenuto anche nel presente: Glenn Close? Jessica Lange? Meryl Streep? Jodie Foster? Chi la migliore tra le attrici viventi? Se pure in molti pronuncerebbero il nome della Streep senza esitazione – che premi a parte, non è forse la migliore nemmeno della sua generazione – a mio parere l’attricenumero uno”, la più completa e versatile è Nicole Kidman. Cresciuta a braccetto con Julia Roberts, sbocciata molto prima di Cate Blanchett, più raffinata di Charlize Theron, più multiforme di Julianne Moore, più prolifera di Kate Winslet più continua delle giovanissime Jennifer Lawrence, Michelle Williams, Emma Stone e Scarlett Johansson; la divina Nicole Kidman è forse la sola diva capace di specchiarsi in quel passato in cui «Non si lasciano le grandi stelle! È per questo che sono stelle. Le stelle non hanno età…»; parola di Norma Desmond nel nome di un “Viale del tramonto” che non potrà mai assorbirla.

Nicole Mary Kidman nasce il 20 giugno del 1967 a Honolulu, nelle Hawaii, da una ricca famiglia australiana figlia di un biochimico e psicologo e di una infermiera. Tornati in Australia quando Nicole aveva quattro anni, iniziò a prendere lezioni di balletto, per poi andare a studiare corsi di arte drammatica e mimo al Victorian College of the Artds di Melbourne e al Philip Street Theatre di Sydney.  

La prima apparizione di Nicole Kidman davanti a una telecamera risale al 1983 durante un videoclip di Pat Wilson. Se da quel momento compare in svariati film  minori confezionati in Australia, nel 1987 gira in Italia “Un’australiana a Roma”, ma solo due anni dopo sembra essere pronta per affacciarsi nel panorama internazionale, cosa che avviene con “Dead Calm” in cui recita accanto a Sam Neil E Billy Zane. L’intensità portata in scena dalla Kidman le permette di guadagnarsi una nomination ai Saturn Award oltre ad affacciasi sulla nuova decade all’interno del cast di “Giorni di tuono” dove viene diretta da Tony Scott e sul cui set conosce il futuro marito, Tom Cruise. 

Archiviato il largamente acclamato dalla critica “Flirting”, gli anni ’90 della Kidman proseguono con il gangster-movie “Billy Bathgate” dove recita accanto a Dustin Hoffman e Bruce Willis; il wester sentimentale “Cuori ribelli” dove ritrova Tom Cruise per la regia di Ron Howard-; il thriller “Malice” con Alec Baldwin e il dramma “My Life” in cui duetta con un commuovente Micheal Keaton. 

Seppure già fino ad ora spicca materiale di pregio, nel 1995 Gus Van Sant scrittura Nicole Kidman inDa Morire” cucendole addosso il ruolo di una splendida ragazza il cui sogno è diventare una star televisiva e che, quando si accorge che il matrimonio rappresenta un ostacolo per la sua carriera, non esita a far uccidere il coniuge Matt Dillon approfittando del debole Joaquin Phoenix. Per Nicole arriva il suo primo Golden Globe come attrice protagonista; oltre a un mare di applausi per la sua interpretazione di Chase Meridian in “Batman Foreverer”.

L’ennesimo salto di qualità avviene nel momento in cui Jane Campion la vuole in uno dei suoi capolavori: “Ritratto di Signora”. Tratto dall’omonimo romanzo di Henry James, l’australiana spicca in un cast formato da John Makovich, Barbara Hershey, Christian Bale, Shelly Winters e Viggo Mortensen. Affievoliti i toni con l’action “The Peacemaker” dove affianca George Clooney e il fantasy “Amori & Incantesimi” con Sandra Bullock; la decade si chiude con l’immortaleEyes Wide Shut”; un’opera immensa, priva di scrupoli dove realtà e mondo onirico si mescolano rendendolo un viaggio terminale a cui nemmeno Stanley Kubrick è sopravvissuto.

L’ingresso nel muovo millennio avviene con Moulin Rouge!”, musical diretto da Buz Luhrmann che va oltre al genere in quanto i brani non sono opere originali bensì rivisitazioni di pezzi storici della musica pop interpretati da una fenomenale Nicole e un impeccabile Evan McGregor. Fermatasi alla nomination agli Oscar, se nel curriculum della aussie mancava un horror, Alejandro Amenabar le fornisce la possibilità di rimediare grazie all’agghiacciante “The Other” in cui da vita a una donna che vive isolata in una grande casa, in attesa del marito reduce di guerra, insieme ai due figli affetti da una malattia che non permette loro di esporsi alla luce.

Dopo la commedia dai risvolti thriller “Birthday Girl”, lo straordinario viaggio della Kidman prosegue con un ruolo destinato a diventare storia; quello di Virginia Woolf inThe Hours”. Riposto in bacheca un Premio Oscar, il secondo Golden Globe e un BAFTA;  nel 2003 Lars von Trier la inserisce nell’incubo denso di abusi diDogville”, Robert Benton le offre la chance di far vivere un romanzo di Philip Roth “La macchia umana” a fianco di Anthony Hopkins, mentre Minghella la pone come protagonista di “Ritorno a Cold Mountain” opera tra il sentimentale e drammatico il cui super cast comprende Jude Law, Renée Zellweger, Philip Seymour Hoffman, Natalie Portman e Eileen Atkins.

Nel primo decennio del 2000 Nicole viene diretta anche da Frank Oz nel fantasy “La donna perfetta”; da Jonathan Glazer nel controverso “Birth, io sono Sean”; da Sydney Pollack nel thriller mozzafiato “The Interpreter” a fianco di Sean Penn; da Nora Ephron in “Vita da strega”; Da Steven Shaiberg nel biografico “Fur – Un ritratto immaginario di Diane Arbus”, da Oliver Hirschbiegel nel fantascientifico “Invasion”, da Noah Baumbach nel “Il matrimonio di mia sorella”, da Chris Weitz nel campione al blockbuster “La bussola d’oro”, da Robert Marshall nel non troppo riuscito “Nine” e nuovamente dal geniale Luhrmann nel kolossal “Australia”.

Divenuta una sorta di leggenda vivente Nicole Kidman si è mossa tra pellicole cariche di tensione emotiva come “Rabbit Hole”, in cui si immedesima in una donna che instaura un rapporto morboso con l’assassino del figlioletto con conseguente candidatura agli Oscar; “The Paperboy” dove interpreta una donna che si innamora di un condannato a morte; “Stoker” in cui mette in scena un conflittuale rapporto madre-figlia per la regia di Park Chan-Book; “Before I go to sleep” in cui interpreta una donna vittima di una amnesia; l’angosciante “Strangerland”;  l’epico “Queen of the desert” per la regia di Werner Herzog; lo sconvolgente “Il segreto dei suoi occhi” insieme a una strepitosa Julia Roberts; fino a due opere fuori dall’ordinario come “L’inganno” per la regia di Sofia Coppola e “Il sacrificio del cervo sacro” di Yorgos Lanthimos.

In mezzo vi sono comunque film di successo quali “La moglie per finta”; “Trepass” dove a distanza di sedici anni torna a dirigerla Joel Schumacher; “Le due vie del destino”; “Grace di Monaco” opera biografica sulla sfortunata Grace Kelly; “Paddington”; “La famiglia Fang”; “Genius”; “Lion” in cui ottiene una nomination come migliore attrice non protagonista; “La ragazza del punk innamorato” e “Sempre amici”.

Negli ultimi anni Nicole ha accettato nuove sfide: da essere moglie di un pastore battista che obbliga il figlio a partecipare a una terapia di conversione dalla omosessualità in “Boy Erased – Vite cancellate” è diventata la regina Atlanna in “Acquaman” per quindi incattivirsi nel thriller poliziesco “Destroyer”, partecipare al drammatico “Il cardellino” ed infine contendersi l’attenzione su “Bombshell”, film basato sugli scandali sessuali che videro coinvolto il presidente e amministratore delegato della Fox in cui recita a fianco di Charlize Theron e Margot Robbie”.

Tra il 2017 e il 2019 Nicole Kidman è inoltre protagonista di “Big Little Lies”, serie TV a più voci in cui il suo personaggio subisce abusi e violenze dal marito. Sempre in ambito televisivo, la Kidman ha poi partecipato a “Top of the Lake”, mentre il 2020 la vede protagonista dell’attesissimo “The Undoing”.

Nicole Kidman è passata da intensi drammi sentimentali al thriller, da opere in costume a musical che hanno riscritto il genere, dall’epica a all’horror; andando spesso a scavare in dimensioni intimiste, surreali, cariche di passione, di paura, di desiderio, di fragilità più o meno inconfessate. Diretta da registi che hanno scritto – o stanno scrivendo – la storia del cinema; Nicole Kidman può essere considerata un iperbole senza fine, così come eterni saranno alcuni personaggi a cui ha dato vita. Quale altra attrice vivente può vantare titoli di spessore, dal genere tanto disparato, quali “My Life”, “Da Morire”, “Ritratto di Signora”, “Eyes Wide Shut”, “Moulin Rouge!”, “The Other”, “The Hours”, “Dogville”, “Ritorno a Cold Mountain”, “The Interpreter”, “La bussola d’oro”, “Australia”, “Rabbit Hole”, “The Paperboy”, “Stoker”, “Queen of the Desert”, “L’inganno”, “Il sacrificio del cervo sacro”, “Boy Erased – Vite cancellate”, “Destroyer”…? Dal mio punto di vista nessuna. Non solo bellissima, non semplicemente la migliore, Nicole Kidman è un’attrice, una star, una diva senza rivali, senza tempo.

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