Shaun Tan e la vera essenza dell’IO

Shaun Tan. L’artista più talentoso. L’illustratore più poliedrico. Il grafico che fa della sperimentazione un dogma, uno stile, un’inclinazione a servizio degli scenari onirici che rendono palpabili le sue visioni costantemente attraversate da metafore rivolte a far emergere la vera essenza dell’essere umano, del suo io più segreto, più profondo eppure al tempo stesso più elevato; in un amalgamarsi tra allegorie e simbolismi, veicoli in grado di far riemergere emozioni dimenticate, debolezze inconfessabili, speranze struggenti, così come intensa e tormentata è la ricerca, la voglia di amore, unico totem dell’esistenza.

Figlio di emigrati malesi giunti in Australia negli anni ’60, Shaun Tan nasce a Perth nel 1974. Cresciuto con la passione della chimica e della fisica, da adolescente ha ceduto al fascino delle immagini che si vanno a mescolare con le parole fino a conseguire una laurea in arte e letteratura inglese. Dopo aver lavorato per anni come illustratore freelance e osservato con una certa diffidenza nonostante l’indiscusso e, almeno a parole, riconosciuto talento, nel 2006 avviene la svolta con la graphic novel “L’approdo”. Una storia nota, quella del migrante, ma che Tan avvalora di una intensità drammatica unica e innovativa dove creature minacciose, scenari surreali, paure, emozioni e speranze si mescolano tra loro al punto di suggerire metafore mai esplorate in precedenza; conferendo all’amicizia un sentimento più importante della compassione. Allo stesso tempo, il calore di un animale domestico diviene un punto d’incontro tra due “mondi fragili” da cui possono trovare forza, coraggio e obiettivi, aiutandosi l’un l’altro.

Non a caso, uno dei tratti distintivi del suo stile è la ricerca di differenti tecniche espressive, tramite i più svariati supporti. Per realizzare le sue illustrazioni, infatti, Tan si serve della matita di grafite, delle tempere, degli oli, dei colori acrilici, dei pastelli, della tecnica del collage, della china, fino a ricorrere all’argilla dipinta a mano e anche alla fotografia. Di conseguenza non c’è da sorprendersi se un artista tanto eclettico si sia lanciato anche nel mondo del cinema d’animazione, tra l’altro con risultati eccezionali se si considera che nel 2011 ha vinto il Premio Oscar come miglior cortometraggio di animazione con “Oggetti Smarriti”; tra l’altro tratto dal suo omonimo libro passato quasi inosservato una decina d’anni prima.

Indifferente al cospetto dei premi che da anni piovono sulle sue opere, diffidente nei confronti degli esseri umani e della loro spasmodica smania di progresso,  Shaun Tan concentra il suo pensiero critico tra le pagine del suo ultimo capolavoro, “Piccole Storie dal centro”, dove protagonisti assoluti sono gli animali. Appurato che l’uomo si è colpevolmente messo al centro di tutto, Shaun Tan indaga sul perché dell’esistenza degli animali.  Sul valore che conferiscono al mondo, ancor più “in assenza della presenza” umana, o per lo meno se essa divenisse marginale. Anche per questo crea un mondo senza tempo, in cui gli animali si appropriano di quei luoghi, di quei contesti un tempo naturali che gli sono stati sottrati nel nome dell’evoluzione. E gli animali, in quel adesso”, ci sovrastano in dimensioni e sentimenti. Venticinque animali per venticinque racconti dal retrogusto epico in cui gli animali affrontano il loro quotidiano, soffrono e sono felici con una dolcezza e un impeto di cui forse noi esseri umani non saremo mai capaci. Così, come sentenzia l’autore: «il nostro tempo è passato da tanto».

Opere come illustratore

  • Pipe, di James Moloney (1996)
  • The Stray Cat, di Steven Paulsen (1996)
  • The Half Dead, di Garry Discher  (1997)
  • The Doll, di Janine Burke (1997)
  • The Viewer, scritto da Gary Crew1997)
  • The Puppet, di Ian Bone Joh Marsden (1998)
  • Memorial, scritto da Gary Crew (1999)
  • The Puppet, di Ian Bone (1999)
  • The Hicksville Horror, di Nette Hilton (1999)
  • The Rabbits, scritto da Gary Crew (1999)
  • Pretty Monsters di Kelly Link (2008)

Opere come autore e illustratore

  • The Playground (1997)
  • Oggetti smarriti (The Lost Thing, 1999)
  • L’albero rosso (The Red Tree, 2001)
  • L’approdo (The Arrival, 2006)
  • Il re degli uccelli e altre storie
  • The Oopsatoreum: inventions of Henry A. Mintox (2012)
  • Regole dell’estate (Rules of Summer, 2013)
  • Cicala (Cicada, 2018)
  • Piccole storie di periferia (Tales from Outer Suburbia, 2008)
  • Piccole storie dal centro (Tales from the Inner City, 2020)

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: