Caravaggio, il seduttore delle tenebre

La sua pittura andava di pari passo con l’indole; misteriosa, sconvolgente, seducente, rivoluzionaria. Impose un nuovo linguaggio, realistico e teatrale insieme, reclutando i suoi modelli per strada, fissando ogni soggetto nell’istante più drammatico, più doloroso, più intenso; lavorando a una velocità assurda, direttamente sulla tela, la mente ispirata da quelle lanterne che posizionava in posti specifici dello studio, per far sì che le sue creature fossero illuminate solo in parte, a luce radente, affinché quei corpi uscissero improvvisamente dal buio della scena per imporre la loro umanità, sia fisica che emotiva. Caravaggio intuì, pretese di mostrare al mondo come il divino si rivelasse attraverso gli umili, come la passione fosse un canto nero, impietoso, come l’esistenza altro non sia che un intervallo dominato dal costante pensiero della morte.

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