Chris Evert, la donna che ha fatto innamorare l’America

«Ho sempre giocato per vincere. Perdere mi feriva. Sono sempre stata determinata nel voler essere la migliore». L’inclinazione di Chris Evert nei confronti del tennis agonistico non lascia spazio all’interpretazione. Lo stesso vale per i numeri che è riuscita a produrre nell’arco della sua carriera. Chris Evert ha vinto oltre il 90% delle gare disputate: 1304 su 1448; detiene un record di 125 vittorie consecutive sulla terra rossa, dove rimase imbattuta dal 1973 al 1979; e ha conquistato almeno una prova dello Slam per tredici anni consecutivi, dal 1974 al 1986. Le statistiche che riguardano i risultati negli slam sono impressionanti: su 56 partecipazioni ha raggiunto 52 volte le semifinali, 34 volte la finale e ha trionfato in 18 occasioni.

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Quei crudeli anni ’90

È il 15 giugno del 1974 quando Chris Evert sconfigge Olga Morozova con un netto 6-1 6-2 e conquista il suo primo titolo del Grande Slam sui campi in terra battuta del Roland Garros. L’anno prima la statunitense era stata fermata dalla trentunenne Margaret Smith Court, al suo quinto titolo parigino, nonché penultimo dei suoi 24 Slam. I French Open hanno quindi immortalato un simbolico passaggio di testimone tra la prodigiosa australiana a Chris Evert che, tra il 1973 ed il 1987, ha vinto sette edizioni del Roland Garros, che probabilmente sarebbero state dieci se non avesse disertato per tre anni consecutivi, dal 1976 al 1978, ha disputato tre finali e due semifinali. I due successi consecutivi messi a segno da Steffi Graf, nel 1987 ai danni di Martina Navratilova e nel 1988 umiliando Natalia Zvereva, sembravano presagire un monologo tedesco per gli anni a venire. Fatto che è avvenuto solo in parte e, probabilmente, per forze di causa maggiore. Non solo nel 1989 Steffi Graf ha dovuto cedere il passo ad Arantxa Sanchez Vicario; nelle prime stagioni del nuovo decennio “Miss Grande Slam” ha dovuto letteralmente inchinarsi al cospetto di Monica Seles, la belva di Novi Sad, colei che sarebbe stata, avrebbe dovuto essere, la vera grande dominatrice degli anni 90’.

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Quando Il tennis scende in passerella

Da diversi decenni, i confini tra il mondo del tennis e quello della moda e della bellezza si sono assottigliati al punto da essere ormai indistinguibili. L’alone di eleganza e raffinatezza associata al gioco del tennis, le gonne castigate, le impeccabili divise bianche, che facevano dei giocatori prima ancora che degli sportivi dei ‘piccoli lord’; ha suggestionato l’immaginario collettivo. Il fatto che negli anni il tennis sia diventato uno sport sempre più seguito e praticato, la presenza di campioni che grazie alle loro vittorie e alle loro personalità sono diventati dei personaggi di caratura mondiale, hanno contribuito a fare del tennis uno sport sempre più al servizio di una moda non più elitaria, bensì popolare. Se negli anni 70’ il candore del bianco ha lasciato spazio a qualche timida linea, negli anni 80’ i completi dei tennisti si sono macchiati di effetti grafici, portati all’estremo dall’avvento di Andre Agassi, complice la Nike che ha letteralmente preso la palla al balzo manovrando una vera e propria ‘invasione di campo’, con tinte fluorescentipantaloncini di jeans ed un fornitissimo set di bandane.

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