Jayne Mansfield, the one and only

«The one and only», furono le sue ultime parole. All’uscita di in un ristorante lungo la strada che da Biloxi porta a New Orleans, una donna le chiese se fosse proprio lei, la famosa attrice. Rispose di riflesso, senza esitare; per poi avviarsi verso l’auto che l’attendeva, al di là della porta a vetri del ristorante. Al volante della Buick Electra c’era una Ronnie Harrison, non ancora ventenne, fresco di patente, probabilmente stanco, di certo emozionato. Sul sedile posteriore si accomodarono i tre figli dell’unica e sola: Miklos, Zoltan e Mariska, rispettivamente di otto, sette e quattro anni; su quello anteriore, al centro, sedette Sam Brody, un avvocato divorzista, mentre sulla destra, prese posto lei, Jayne Mansfield, «The one and only», con i braccio i due adorati cagnolini chihuahua, Popeicle e Monaicle. Le lancette degli orologi della Luisiana avevano da poco svalicato la mezzanotte. Era il 29 giungo del 1967; e Jayne Mansfield non ne vide mai l’alba.

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