La tragedia di essere Mark Rothko

«La gente che davanti ai miei dipinti piange compie la stessa esperienza religiosa che io compio quando li dipingo». Atmosfere immateriali, contraddistinte da composizioni di colori rettangolari, sfumati in cui prevale l’assenza di un soggetto identificabile. Il mito di Mark Rothko inizia da questo principio per quindi immergersi in un viaggio oltre i confini della vista, quasi i suoi colori potessero avvolgere l’osservatore rivelandogli segreti inconfessabili, emozioni assolute. Un linguaggio astratto solo apparentemente, perché nei dipinti di Rothko c’è il dramma, l’illusione, l’intimità, il miraggio, la consapevolezza, la tragedia della vita.

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