Quarantena

Non ho ancora capito cosa mai possiamo aver fatto per aver meritato tutto questo. All’inizio aprivo gli occhi e l’unico senso in grado di affiorare era un vuoto ingombrante. Un senso di nulla scandito da un rimbombo sordo, pulsante ma ovattato. Quel senso di vacuità senza date, né luoghi, senza giorno, né notte inghiottito a poco a poco dall’affiorare di passi dispersi, voci indistinte, echi simili a fili aspri. Solo allora quel pozzo senza fondo inizia a creparsi, a sgretolarsi. E lì, tutto si rovescia. La materializzazione della realtà sono i morti. Una processione di volti sconosciuti, immaginati, forse nemmeno mai esistiti. I morti ormai non muoiono, i morti nascono sotto forma di numeri privi di vicinanza, di vissuto comune. Ipocrisia. La gente moriva anche prima della quarantena. Ma ora c’è la paura. La paura di diventare un numero. La paura che tua madre o tuo padre, diventino niente altro che un numero. Genitori, figli, nonni, mariti, mogli, amanti, amici; tutti numeri.

Continue reading “Quarantena”