Il sonno della WTA genera Simona Halep?

«La fantasia priva della ragione produce impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie». È questa una delle spiegazioni fornite da Francisco Goya della sua acquaforte Il sonno della ragione genera mostri, la cui scena rappresenta un uomo addormentato mentre intorno a lui prendono forma sinistri uccelli notturni, volti ghignanti e diabolici felini che, come suggerisce il titolo, sono il parto della sua mente. Tra le appartenenti all’età dell’oro delle tennis femminile sono sopravvissute l’indomabile Serena Williams, l’orgogliosa Venus, una Maria Sharapova schiaffeggiata dall’affaire Meldonium, Svetlana Kuznetsova, sempre in bilico tra luce e oscurità e Jelena Jankovic, seppure la serba pare a poco a poco dissolversi. Nell’attesa di un recupero completo da parte di Petra Kvitova e Victoria Azarenka, due eccellenze capaci di gettar mine per due anni l’una su Wimbledon, l’altra su Melbourne, vien da se’ parafrasare l’opera del maestro spagnolo e immaginare una fantomatica entità che si trasfigura nel circuito WTA il quale, ormai irrimediabilmente addormentato, è assalito da incubi raffiguranti una schiera di giocatrici fotocopia, monocordi incarnazioni della spasmodica ricerca dell’avvilente uno-due, mentre si insinua una Simona Halep che di forzato non ha proprio nulla, anzi, sembra di rimbalzo fare della propria ragione di essere un ossimoro.

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